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Edilizia: il no di Confartigianato sulla patente a punti

"Sicurezza e legalità importanti anche per noi ma così si aumenta solo la burocrazia"

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Pubblicato da La Redazione Ad Culture in NEWS
Edilizia: il no di Confartigianato sulla patente a punti

Tra le novità del Testo unico sulla sicurezza del lavoro si annovera la patente a punti per le imprese edili "sicure" che garantisce una corsia preferenziale per l'accesso agli appalti e ai finanziamenti pubblici.

Il sistema di qualificazione comprende determinati standard contrattuali e organizzativi nell'impiego della manodopera, anche in relazione agli appalti e alle tipologie di lavoro flessibile utilizzati. Come per la patente di guida, alle imprese e ai lavoratori autonomi che operano nell'edilizia viene attribuito un punteggio iniziale soggetto a decurtazione in seguito all'accertamento di violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L'azzeramento del punteggio per ripetute violazioni determina il blocco dell'attività e la chiusura dei cantieri.

Confartigianato Edilizia è però contraria alla patente a punti in edilizia precisando che “trasparenza, concorrenza leale, sicurezza e legalità stanno a cuore anche a noi, ma non è aumentando la burocrazia che si raggiunge l'obiettivo". Così Giordano Cerofolini, presidente di Confartigianato Edilizia, ha replicato ad Andrea Bertelli, segretario di Fillea Cgil sulla questione.

Confartigianato, all'inizio del percorso, ha creduto nella novità ma poi non ha firmato il testo finale perché "non rispecchiava le aspettative e risultava fortemente penalizzante per le piccole e medie imprese nei confronti delle grandi". "L'introduzione di un patentino a punti - ribadisce Cerofolini - rischia di creare un altro carrozzone finalizzato solo a fare cassa senza centrare l'obiettivo”. E con questo il presidente di Confartigianato Edilizia ricorda poi tutti gli obblighi che le aziende devono assolvere oggi, a cominciare dal Durc, il documento unico sulla regolarità contributiva, poi c'è il Pos, piano operativo di sicurezza le targhette di riconoscimento, poi l'obbligo formativo per i lavori in quota, l'obbligo formativo per l'utilizzo delle gru, l'obbligo formativo per l'utilizzo degli escavatori, i corsi di pronto soccorso, l'obbligo delle visite mediche, l'iscrizione all'albo regionale per il trasporto rifiuti, ecc...

"Aggiungere un sistema a punti che prevede decurtazioni impedendo la partecipazione a gare pubbliche, magari dopo che un'impresa ha investito nella Soa o che può impedire il rilascio del Durc, non è di nessun aiuto alle imprese che oggi di fronte alla crisi economica faticano a restare a galla" sottolinea la Confartigianato, ritenendo che sicurezza e legalità nel settore dell'edilizia si ottengono con un cambiamento culturale di tutti i soggetti coinvolti.

Infine il presidente Cerofolini tiene a precisare che giace da tempo in Parlamento una proposta di legge sull'accesso alla professione, che se approvata, "scoraggerebbe gli imprenditori improvvisati e obbligherebbe le nuove ditte ad un percorso formativo necessario per svolgere l'attività edile".

 

 

 


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