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L’estetica è una questione di memoria. Vibrazioni art design va controcorrente al modello seriale

Si potrà obiettare che i gusti sono gusti e che possono non piacere. Ma di sicuro l'originalità va lodata in un periodo in cui le produzioni di serie spesso falliscono l'obiettivo di trovare una verà identità al proprio prodotto, ridotto a una copia della concorrenza, ma soprattutto impegnato nell'affannosa ricerca di uno sguardo che si allontana dalla nostra realtà. Come nel cinema americano dove gli effetti speciali superano il realismo ma nell'esagerazione possono causare effetti collaterali.

Gli oggetti di Vibrazioni art design non corrono questo pericolo e riflettono di luce propria. O meglio quella della nostra quotidianità. E proprio da questo concetto, o forse è meglio chiamarla visione, prende forma un collage di prodotti che fanno brillare lamiere, tasselli, ruggine e scarti "di storia e memoria" che passano da un polveroso dimenticatoio a una vetrina di arredamento. Un po' come il tavolo "Rubik" o le sedie "Dora" che sprigionano un design urbano on the road riciclando artigianalmente oggetti apparentemente in disuso. E qui torniamo alla domanda di partenza: i gusti non sono altro che opinioni personali da rispettare. Le idee però bisogna averle. E qui ci sono.

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