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Il Museo del Sale

Progettato dallo studio francese SCP Malcotti Roussey, il Museo del Sale è parte di un complesso lavoro di restauro e valorizzazione delle antiche saline di Salins-les-Bains, non lontane dal confine con la Svizzera.

Chiusi dal 1962, gli impianti di estrazione del sale a Salins-les-Bains erano attivi fin dal Medioevo e nonostante le demolizioni, succedutesi ininterrottamente dal 1940, hanno mantenuto il loro aspetto imponente, a metà strada tra un'estetica industriale e una radice ancora profondamente neoclassica.

Nel 2009, l'iscrizione del sito fra i Patrimoni dell'Umanità tutelati dall'UNESCO ha rafforzato la decisione di recuperare il complesso, accellerando il processo inziato nella primavera del 2006 col grande concorso Internazionale.

Immaginare il futuro dei tre imponenti edifici in superficie e del lunghissimo tunnel sotterraneo, risalente addirittura al XIII secolo, non è semplice e pone questioni di metodo molto importanti.

Di fronte a un'architettura esistente tanto forte l'intervento architettonico è stato deliberatamente ridotto: il museo nasce per vedere, piuttosto che per essere visto. Esso mira a "illuminare" il sito, distaccandosene nettamente nelle geometrie e nella scelta dei materiali.

Eppure questo apparente neutralità è coerente alla sua missione, fa emergere i dettagli della costruzione storica, porta l'occhio alla sua materialità, per riscoprire il sito secondo nuove prospettive.

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