Architettura e Design


 


L'Unité d'habitation di Le Corbusier

Tappa alla Cité radieuse a Marsiglia

L'Unité d'habitation di Le Corbusier

Viaggio nel sud della Francia, tappa Marsiglia. L'autostrada porta dritti in città e in pochi minuti siete al Vieux Port, dove l'ingresso è scandito da due edifici fortificati di roccia ocra. Direzione Cité radieuse con pernottamento all’hotel Le Corbusier. Nonostante l'edificio abbia più di sessant’anni, non mostra gli anni che porta. Accade questo al disegno di qualità.

Il corridoio, la strada interna di distribuzione degli alloggi, è di un manierismo moderno dai toni tipografici. Essere all’interno di un’opera come questa è elettrizzante, con particolari ignorati dai libri. L'inaugurazione dell’edificio si aggira attorno ai primi anni ‘50 e il progetto fu affidato proprio dal Ministero per la ricostruzione per sopperire all'esigenza di alloggi dopo la guerra. Si tratta dell’unica unità di abitazione riuscita progettata da Le Corbusier. Gli altri casi, da Nantes, Berlino, a Firminy non hanno avuto una buona riuscita.

Per problemi economici il progetto originale fu decurtato di parti fondamentali come gli ambienti in comune. Visto che una delle logiche, che muove questo progetto, è quello di riprodurvi la scala del villaggio, in verticale. Le Corbusier arriva a un ordine di grandezza compreso tra mille e duemila persone, che secondo lui corrisponde all'unità sociologica del villaggio. Da una parte l'alloggio deve garantire la privacy di chi lo abita, dall'altra deve favorire la socialità con la comunità e sgravare dai problemi del quotidiano. Sulla base delle sue idee, sviluppa i moduli abitativi composti da cellule multiple, aggregate tra loro in base al numero di persone che abitano l'alloggio. Gli alloggi si abbinano secondo “una logica testa coda”: un asilo, una palestra, degli atelier, una piscina e un piccolo anfiteatro; cemento a vista e maioliche colorate per la piscina. Davanti dune di cemento per godere il panorama, che all'epoca non doveva essere così costellato di brutte imitazioni dell'Unitè. Il contesto urbano è ben servito sia da negozi e supermercati che dai mezzi pubblici. Una soluzione assolutamente confortevole. Di fianco ad ogni porta, sulla strada esterna, c'è una grande cassetta colorata. Più grande di una cassetta per le lettere, che poi sono raggruppate tutte insieme all'inizio del corridoio. Trattasi di cassette nelle quali poteva essere riposta la lista della spesa e in cui i commercianti della strada mettevano la spesa. Un'ulteriore fonte di ispirazione per Le Corbusier sembra essere stato il piroscafo, di cui si era servito per andare a seguire un progetto in Argentina, dove tutto lo spazio è calcolato nell'uso e nella forma.







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  1.  
    18/03/2014 alle 16:51

    è un aborto...altro che villa radiosa...percorrendo i corridoi bui sembra di stare in un obitorio!







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