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Il recupero di una falegnameria a Firenze

Prima tintoria, poi falegnameria, fino ad arrivare a quella che oggi è la dimora di Alessandro Capellaro, un architetto che ha fatto dell'integrazione di antico e moderno la sua firma. Assieme a Sabrina Bignami, suo socio dello studio b-arch, ha riletto in chiave attuale questo spazio, adattandolo alle nuove esigenze domestiche e riuscendo al tempo stesso a preservare l'essenza storica e tutto il fascino delle sue atmosfere.“Dietro le seghe a nastro e le pialle sommerse dal legno, ho visto una casa aperta, libera dalle convenzioni e ricca di memorie”, racconta l'architetto.

Uno spazio che si presentava in origine in maniera completamente diversa, ma che già possedeva tutto il potenziale per ricavarne qualcosa di inedito. L'intervento degli architetti ha voluto liberare i volumi ed eliminare ogni parete interna. L'obiettivo era ottenere un grande e luminoso open-space e, a tal fine, al posto delle piccole finestre sono state aperte grandi vetrate alte a soffitto che danno respiro all'abitazione. Frutto del restauro è anche il soffitto a volte originale che scandisce gli spazi, senza chiuderli, e il parquet industriale che pavimenta tutta la zona giorno. Qui un blocco angolare in metallo disegna la zona caminetto e spezza la presenza costante del legno. Per lo stesso motivo nella cucina e nei servizi la scelta è caduta su un cemento grezzo che va a rivestire le superfici.

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