Architettura e Design


 


Pomellato Le ‘case’ di Dodo

Paola Navone sognatrice eclettica

Pomellato Le ‘case’ di Dodo


Da Milano a Londra Paola Navone si è resa interpretate del giovane e ironico brand della Pomellato progettando Le ‘case’ di Dodo.
Paola Navone, architetto e designer di statura internazionale ha potuto esprimersi con libertà creativa senza tanti compromessi regalando un approccio narrativo forte che a sempre accompagnato il briefingda cui è nato.
Dodo, pennuto esotico, dell’isola di Mauritius, socievole e compagnone si contorna di colorati amici la gallinella, il coniglio, il serpente, il panda, l’agnello, la tartaruga marina, la farfalla, il delfino, il falco, la rondine, la balena, il pinguino….
Paola da buona sognatrice eclettica ha pensato-sognato per lui tante case sparse nel mondo,cose da sogno, piccole e grandi quella di Milano in Corso Matteotti e di Londra in Sloane Square, due monostore inaugurati quasi in contemporanea lo scorso anno
Con una serie di elementi ricorrenti la natura, il colore, l’acqua, questi elementi restano per Dodo i segni di rinascita che si apre al globale come unicità univerdsale Unique & Universal



 Paola Navone interprete dei luoghi di vendita stringendosi alla comunicazione del brand ha rappresentato in termini comunicativi dando ai prodotti maggiore opportunità di affermazione.



 Lo spazio di Milano sviluppato su tre livelli con espliciti riferimenti alla natura enormi fili d’erba appesi al soffitto un prato verde alla rovescia fatto di filamenti in silicone traslucido giochi di luce e di ombra all’interno dela natura colore Il colore è rappresentato dal grande ‘cuore rosso’ di neon – il logo per l’appunto della linea 100% Amore



 A Londra non cambia il registro percettivo: il paesaggio da fiaba si snoda ancora su tre livelli (con un piano interrato concepito come spazio-eventi), ma forse qui in un esercizio progettuale di accostamenti più estremi, i materiali organici e alternativi adottati sperimentano con maggiore intensità le gamme di riferimento percettive: il pavimento del piano d’ingresso è diventato una superficie di ceramica monocottura simile a una fusione di alluminio intercalata a sentieri in ciottoli di fiume.
La scelta dei colori è più forte: il blu, colore primario, rimando diretto al mare, all’acqua e al cielo, intenso nel prezioso mosaico veneziano blu klein sulle pareti a contrasto. Il rosso, l’altro colore primario guida insieme al verde, sulle panche e sui pouf in pelle ecologica.
Al piano terra l’attenzione è catturata da un massiccio bancone di legno grezzo trattato naturalmente attorniato da sgabelli in metallo nero, al piano superiore lo sguardo è catturato dal soffitto a mosaico di specchietti. Ma è la facciata del building, che attira su di se l’attenzione maggiore dove la struttura ricoperta da cristalli e rivestita di brillanti fili d’erba sintetici sembra perennemente irrorata d’acqua scivolando fino alle fessure del pavimento.


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